La mia visita in Sicilia parte da qui, da Marsala.
“Sbarco” a Marsala (Maissala nel dialetto locale) per quattro giorni di navigazione, questa volta a bordo di un super e comodissimo catamarano Lagoon 38. Tenerè è il catamarano di Francesco, in arte Ciccio di Sail & Travel che mi aspetta all’aeroporto di Trapani Birgi.
Siamo a fine settembre c’è un sole pazzesco e un’aria calda e insistente. La sensazione è quella di sentirsi puntato sul capo un phon all’intensità maggiore. Siamo in Sicilia nella casa dello Scirocco!!!
Io vorrei mollare subito gli ormeggi ma Ciccio mi spiega che con questo vento e con l’onda formata che c’è appena fuori dal porto, non è opportuno partire. Meglio aspettare domani. Subito non capisco mi sembra una giornata perfetta per navigare. Cielo azzurro e sole che spacca. Arriviamo al porto il tempo di sistemare i bagagli. Una barca a vela molla gli ormeggi e si avvia verso l’uscita del porto. Niente da fare viene sbattuta dal forte vento verso gli scogli. Riesce a tornare in porto senza grossi danni. Ora mi è un po’ più chiaro il concetto di vento di Scirocco! Non c’è problema andiamo alla scoperta di Marsala.

TENERE’

Terra leggendaria nel cuore del Mediterraneo, Marsala sorge su Capo Boeo. Nota per lo sbarco nel suo porto, di Garibaldi e dei suoi Mille che da qui iniziò l’unificazione d’Italia. Rinomata in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo vino Marsala, il primo vino di Denominazione di Origine Controllata della storia vinicola siciliana. Un grande orgoglio per quanti lo producono e per tutto il territorio.

Vanta un territorio molto vasto, su cui insistono due litorali marini geograficamente opposti. Di fronte a lei le Isole Egadi.

Dalle origini fenicie, con influenze greche, romane, arabe, normanne, sveve, angioine, spagnole, Marsala è ricca di bellezze artistiche e di contenuti storici unici e importanti. Il patrimonio artistico che il territorio propone è ampio.

CHIESA MADRE DI MARSALA
PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Su Piazza della Repubblica, aristocratica ed elegante, simbolo del periodo architettonico del Barocco, che si respira ovunque in  questa città, si affaccia la Chiesa Madre di Marsala dedicata a San Tommaso di Canterbury. La tradizione racconta che una nave inglese portava in Inghilterra il materiale destinato alla costruzione di una chiesa in onore del Santo. Ma una tempesta la costrinse a ripararsi nel porto di Marsala. L’avvenimento fu interpretato come segno di una volontà divina e si decise di realizzare qui una chiesa dedicata a San Tommaso di Canterbury.

Poi c’è l’antico mercato del pesce dove di giorno si svolge la vendita del pesce fresco e la sera si mangia, si beve, si canta e si balla. È formato da tre corridoi. Quello centrale di solito è quello occupato dai pescatori, mentre quelli laterali sono stati occupati da locali che dall’ora dell’aperitivo fino a tarda notte si animano, diventando fulcro della vita notturna di Marsala.

Oggi Marsala conserva ancora il suo carattere archeologico, marinaro e garibaldino. È città del vino, di sale e delle ceramiche. Qui, colori, sapori e profumi di Sicilia si incontrano in un territorio che, tra stradine del centro storico e borgate dell’entroterra, continua a coltivare la tipica ospitalità mediterranea. Il valore dell’accoglienza è nel dna in Sicilia.

ANTICO MERCATO DEL PESCE

IL VINO MARSALA

La versione più accreditata sulla nascita del Marsala come vino liquoroso parte dalla figura del commerciante inglese John Woodhouse che verso la fine del 1700 approdò con la sua nave nel porto di Marsala.
Secondo la tradizione, durante la sosta ebbe modo, insieme al resto dell’equipaggio, di gustare il vino prodotto nella zona, che veniva invecchiato in botti di legno di rovere assumendo un gusto analogo ai vini spagnoli e portoghesi molto diffusi in quel periodo in Inghilterra e molto apprezzati da Woodhouse.
Il vino così trattato piacque a tal punto che Woodhouse decise di imbarcarne una cinquantina di barili. Quel vino siciliano riscosse in Inghilterra un grande successo, tanto che Woodhouse decise di ritornare in Sicilia e di iniziarne la produzione con quel metodo e la sua commercializzazione.
Nel 1833 l’imprenditore palermitano, Vincenzo Florio, iniziò a Marsala la produzione di vino Marsala in concorrenza con le aziende inglesi, fondando le Cantine Florio. Successivamente la Florio acquisì lo stabilimento Woodhouse, divenendo il primo produttore e attestando in tutto il mondo il marchio Florio.

Tra gli altri vini siciliani per cui ho tutt’ora un debole c’è anche il catarratto, un vitigno a bacca bianca siciliano, diffuso prevalentemente nella provincia di Trapani. Devo ringraziare Antonella compagna di questa avventura insieme a Marco a Ciccio e Francesco per avermi fatto scoprire questo vino.

E poi c’è un posto a Marsala dove è proprio impossibile non passare. Raggiunto rigorosamente in autostop (che fa un po’ “Sicilia”) insieme a Marco e ad Anto: la Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala.

LA RISERVA NATURALE DELLO STAGNONE E LE SALINE DI MOZIA

Le Saline della Laguna si trovano sulla litorale che collega Trapani con Marsala.
Un paesaggio unico di fronte l’isola di Mozia, lungo la famosa “via del sale”, ingresso alla Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone.
Le saline sono costituite da vari ordini di vasche con una propria specifica funzione, collegate da chiuse e canali. I suggestivi mulini a vento ancora oggi perfettamente funzionanti, i cumuli di sale, le vasche, i canali costituiscono uno dei passaggi più originali ed affascinanti della terra siciliana. Le saline possono produrre ogni anno fino a diecimila tonnellate di sale marino integrale.
Di fronte alle saline gli isolotti : Isola Lunga, la più grande, Schola, la più piccola, Santa Maria e Mozia (oggi S. Pantaleo). La più importante delle isole dello Stagnone dal punto di vista paesaggistico e archeologico.

SALINE
SALINE

Un luogo fantastico, da visitare senza dubbio al tramonto, quando i colori del cielo e del mare si mescolano offrendo un paesaggio molto suggestivo, le tipiche tinte del rosso del tramonto che diventano violette sugli specchi d’acqua, sembra un paesaggio di un dipinto. Bisogna andarci di pomeriggio presto e restare fino a sera. Troverete un locale il Mamma Caura dove fare l’aperitivo con un tramonto da mettere i brividi.

APERITIVO AL MAMMA CAURA

Ed è proprio qui all’ingresso della laguna, nel suggestivo scenario delle Saline di Mozia che incontrerete un poeta (ormai noto come il poeta di Marsala) e un mercante di sogni come si defisce lui.
Seduto su una sedia sgangherata, si trova un uomo, che da vent’anni a questa parte viene lì, ogni giorno.
Si chiama Peppe Genna, singolarissimo personaggio di 75 anni dal volto abbronzato cotto dal sole e dal sale, occhiali gialli e stravaganti regalatogli da Sandra Mondaini (racconta lui). Scolpisce tufo con cui crea piccoli oggetti che vedrete esposti nel parcheggio e racconta storie.
Impossibile passare di lì senza fermarsi a fare due parole e ascoltare una delle sue rime.
Questa Sicilia non smette mai di stupirmi! #siciliabedda

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