Donna che osserva il mare

IL MARE INSEGNA: NAVI E MARINAI

La quarantena è un periodo di isolamento forzato al quale vengono sottoposti individui apparentemente sani ritenuti possibili portatori di infezioni, al fine di contenere la diffusione di una malattia in una determinata area. La parola “quarantena” (dalla forma veneta per “quarantina”) indica quaranta giorni, la durata tipica dell’isolamento cui venivano sottoposte le navi e i marinai provenienti da zone colpite dalla peste nel XIV secolo, prima di entrare nella laguna della Repubblica di Venezia.

Tra il 1348 e il 1359, infatti, la cosiddetta “peste nera” sterminò circa il 30% della popolazione Europea e Asiatica. Per questo motivo, nel 1377, ai passeggeri di un vascello attraccato al porto di Ragusa (oggi Dubrovnik, in Croazia) fu imposto di attendere per un periodo di osservazione di trenta giorni, in seguito esteso a quaranta, prima di poter scendere sulla terraferma, in modo da assicurarsi che nessuno potesse diffondere il morbo in città.

Il mare insegna sempre le origini di molti concetti odierni ed è continua fonte d’ispirazione.

Navigare in barca a vela
Genova - Mar Ligure

NOVANTA GIORNI

Da casa mia non posso vedere il mare, in Lombardia non c’è il mare, ed è la cosa che più mi manca. Questo provoca in me una nostalgia quasi fisica, che prende la gola e lo stomaco. Desidero il mare. La sua consistenza liquida.

Mi avvicino a quasi 90 giorni di lontananza dal mio amato mare e dalla mia amata vela. Sono in quarantena da lui. Tenuta a distanza. Isolata. Punto. Non avrei mai immaginato che accadesse una cosa del genere. Non avrei mai immaginato di dover stare forzatamente lontano dal mare soprattutto in questo periodo.

È veramente molto difficile.

In questi mesi dell’anno siamo quasi sempre fuori in mare. La scuola di vela, il golfo di Genova che profuma di salsedine, gelsomini e mediterraneo, i weekend lunghi da passare in mare. A guardarlo mentre la stagione primaverile ha fatto il suo ingresso.

Quest’anno, addirittura, l’anno della Polinesia in barca a vela. Incredibile!

Non posso smettere di pensare a quello che è accaduto. In realtà continuo a pensare che non sia accaduto realmente. Eppure sono a casa in isolamento come tantissime altre persone e quel mare non lo posso vedere adesso, non lo posso toccare, non mi ci posso bagnare.

Mi immagino di sentire l’odore della salsedine che entra nelle narici. Mi immagino di passare la lingua all’angolo della bocca e sentire il salato. Mi immagino i granelli di sale fine appiccicati sulla pelle del viso a fine giornata. Mi immagino i tagli sulle mani e sotto i piedi, quelli che si riempiono di sale. Ho bisogno del mare, di navigare, di salire su un J24 e prendere il largo.

Ho voglia di provare quella solita, chiara e netta sensazione del vento in faccia, che mi prende a schiaffi. Schiaffi forti, con quell’odore intenso di mare che ti entra dentro e ti permette di non pensare più a nessun problema al mondo.

Mare mosso
Sea Water

IL MARE È BENESSERE

In questo momento “isolamento” è la parola d’ordine. Dobbiamo rispettare distanze di sicurezza e indossare sempre i dispositivi. Tutto è fermo e cristallizzato, anche il cielo e il mare, quando non tira vento, si confondono in sfumature di blu. Viviamo sospesi nell’attesa di un nemico che percepiamo e non vediamo.

Che poi a pensarci bene <<Com’è possibile che il mare ci faccia del male? In mare il virus non può contaminarci.>>

Rifletto sempre di più su quali saranno le soluzioni che verranno prese nei confronti della nautica a seguito di questa pandemia. Leggo articoli delle federazioni sulle probabili misure di sicurezza che verranno prese.

Immagino una stagione difficile da affrontare e penso che sarà difficile trovare il modo di navigare ma non voglio smettere di sperarlo. Leggo moltissimi amici armatori che hanno registrato disdette sulle vacanze in barca a vela.

Volevo solo ricordarvi che il mare è benessere. Navigare dona gioia.
Il mare stimola il sistema immunitario, rendendo il nostro corpo più resistente.
L’aria di mare ha effetti benefici sui polmoni, sulle allergie respiratorie e sulla tiroide.
Stare in barca calma e diminuisce fortemente lo stress.

Il mare cura. Venga messo agli atti.

Faraglioni di Capri
Faraglioni di Capri

IN QUARANTENA COME IN BARCA A VELA

In questo periodo epocale di emergenza, crisi, paura, dolore, privazione, molti di noi ritornano all’essenziale. La quarantena fa un po’ come insegna il mare e la barca a vela.
È per quello che io, tutto sommato, in questo isolamento dagli altri esseri umani e dal traffico quotidiano sto bene. Mi manca solo il mare, ma a tutto il resto, a questa chiusura fra le mura domestiche, io mi ci sono subito abituata bene. A tal punto che ho creato una specie di zona di confort e di sicurezza da cui non vorrei più uscire.

Sapete chi mi ha insegnato in questi ultimi anni a stare meglio con me stessa?
Chi mi ha insegnato a riavvicinarmi al mio spirito, alla mia mente, ai miei desideri ai miei valori e voleri?
A fare introspezione e anche meditazione? Il mare e la vela.

Questo virus in qualche modo ha cambiato le nostre vite per sempre. Non potremo mai più dimenticarlo.

Oggi siamo tutti marinai sulla stessa barca in balia della tempesta. La burrasca quando arriva ti cambia, ti segna.

La vela ti insegna valori umani molto importanti. Andare per mare a vela ti insegna la pazienza. Per issare le vele hai bisogno del vento. E quello non lo comandi. Se vi è la sua assenza non si può navigare ma bisogna mettersi pazienti in pozzetto ad attenderlo. Ci sono cose al mondo che non ci è concesso comandare, ma solo studiare.

Attento la fine della tempesta. Lavoro, leggo, studio, mi documento. Progetto tantissimo. Non ho mai smesso.

Non possiamo cambiare la direzione del vento ma orientare le vele. Un altro grande insegnamento da applicare in molti momenti della nostra vita.

Faccio tesoro infine di un altro grande insegnamento della vela: è l’essenziale che conta. Per questo motivo oltre a studiare mi prendo cura di me. Come quando dopo una traversata notturna si necessita di un po’ di sonno ristoratore.

Infine osservo e leggo delle reazioni del nostro Pianeta e dei nostri Oceani. Loro stanno meglio perché noi siamo inchiodati al muro e non possiamo fargli del male. Ho visto moltissimi video di mari ripuliti dall’inquinamento, acque cristalline, innumerevoli nuovi specie di molluschi e meduse che si palesano improvvisamente a pelo d’acqua risalendo dagli abissi.

Delfini nei porti che giocano corrono esattamente come i nostri bambini. Balenottere e squali protetti “camminano” senza paura sulla loro strada blu. Tutto questo mi commuove e vorrei non finisse più. Li vorrei vedere liberi e felici. Vorrei continuare a vedere quelle acque così perfette.

La libertà, la salute e il benessere non sono cose da dare per scontate. Siamo tutti chiamati a rivedere i nostri valori e le priorità.

Barca a vela
Navigare in barca a vela

VISUALIZZA

Aspetto seduta in pozzetto, con indosso ancora il pigiama (un paio di leggings, una felpa di cotone con sotto la famosa canottiera salva vita), ripiegata su me stessa come un baco da seta dentro una coperta di lana.

I capelli arruffati e non pettinati da giorni. Selvaggi e pieni di nodi. Sono pieni di sale. E va bene così. La punta del naso rigorosamente fredda e umida. Come i gatti. La pelle del viso stropicciata ma pulita. Ripulita, questo fa il mare. Dentro si è sciolto tutto e non ho più nessun nodo interiore. Lascio fuori solo le mani per chiuderle a cerchio attorno ad una tazza bollente di the caldo con lo zenzero. A quest’ora gli unici rumori che si percepiscono sono quelli delle cime immerse nel mare e il quello del vento fra le draglie. Creano un sound ben preciso. Identificabile.

Visualizzo il giorno nuovo che sorge mentre l’alba ridà inevitabilmente nuove possibilità.
Riuscite a vedere il sole che sorge dal mare e la luce che vi inonda? Questo per me è il momento della liberazione.

Riaprite gli occhi. Potrebbe non essere facile. Anzi non lo sarà per niente.

Ma d’altronde ci servirà a qualcosa lamentarci ulteriormente? Invio davanti a questo mare così pulito un pensiero a tutti quelli che conoscevo e che se ne sono andati in questi ultimi novanta giorni.

Chiudo gli occhi e faccio entrare dentro solo vibrazioni positive. Tutto il resto non ha il diritto di accesso a me.
Di questo, al momento, visto che sono viva, sono ancora padrona io di decidere.

Buon vento Crew.

Donna che osserva il mare
Tramonto sul mare

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