ALBA IN NAVIGAZIONE

Io Silvia e Rosa siamo rientrate tardi dalla serata a Marciana Marina e poi siamo rimaste in pozzetto a fumare l’ultima sigaretta mentre qualcuno a turno finisce di raccontare un aneddoto importante della sua vita. Così quella sigaretta diventa sempre la penultima e si va avanti a raccontare con parole quasi sussurrate (perché sono quattro di mattina) mentre gli altri dormono.

Abbiamo un’ora per dormire. Siamo rimasti d’accordo che alle cinque si parte per la Corsica.

Io e Silvia dormiamo in una cabina di prua, io dormo dalla parte del motore e così alle cinque di mattina puntuale puntuale, Gianni  appiccia il motore e la mia testa in 1 minuto si scalda e trema. Vi assicuro che con il motore acceso è impossibile riuscire ad andare avanti a dormire in una cabina di prua.

Usciamo in coperta è ancora buio o meglio il blu della notte inizia lievemente a schiarirsi all’orizzonte segnato da una linea come disegnata e sottolineata da un evidenziatore color arancione. Aiutiamo Gianni a preparare Kanza per mollare gli ormeggi in rigoroso silenzio perché intorno a noi tutti dormono.Tra poco inizierà il mio spettacolo preferito: l’alba in navigazione e l’azzurro verrà rotto dal rosso del sole che emerge dal mare.

Come già raccontato io sono più una da albe che da tramonti. Chiariamoci i tramonti in barca sono pazzeschi, sensazionali…ma il momento dell’alba su una barca a vela in mezzo al mare per me è vita allo stato puro. È un rituale accompagnato sempre dagli stessi gesti. La tazza del caffè bollente da tenere con due mani, avvolta nella coperta o nel sacco a pelo. E poi stai li, guardi mentre ti prendi tutta l’energia pura del mondo.

Siamo diretti a Cap Corse abbiamo circa 40 miglia di navigazione da percorrere. Adesso però caffè!!!

CAP CORSE

La Corsica in barca a vela è il miglior modo per gustarsi il parco marino che è stato istituito per proteggere i delfini. La “rotta dei cetacei” comprende quel tratto di mare che va dalle coste francesi fino all’isola d’Elba. Durante la navigazione infatti non è difficile incontrare i delfini che segnano la rotta davanti alla prua della barca.

La Corsica è amata particolarmente dai velisti che adorano navigare dove il vento non manca mai e di solito qui il vento fa da padrone. Una rotta ideale per chi ha voglia di immergersi nella natura, lontano dalla movida delle isole toscane e ha voglia di emozionarsi davanti agli spettacoli che essa offre. Fatta via terra invece sarà la gioia di molti motociclisti che qui possono percorre chilometri di natura selvaggia senza incontrare nessuno.

Cap Corse, oppure Capo Corso, chiamato anche “il dito della Corsica” perché la sua forma ricorda, appunto, quella di un dito puntato verso nord, è una penisola di terra lunga 40 km e larga 10 km situata nella parte estrema a nord della Corsica. Le caratteristiche geografiche e culturali rispetto al resto della Corsica hanno valso al Capo Corso l’appellativo di “isola dentro l’isola”.

Estremità settentrionale di Capo Corso è l’isola di Giraglia.

Un luogo che sorprende subito. Qui la natura è forte e presente in ogni dove. Una serie di borghi, di villaggi di pescatori incantevoli, contraddistinti dal fascino della storia e del tempo disseminati da molte torri di avvistamento genovesi, costruite contro gli attacchi dei pirati Saraceni. La macchia mediterranea con arbusti bassi e fiori, e il colore delle rocce crea un gran contrasto con l’azzurro turchese del mare.

Dal mare si percepisce subito tutta questa natura selvaggia con strade tortuose e strette, che percorrono il litorale. Il litorale capocorsino è scosceso e dissesstato e comprende alcune piccole spiagge unicamente al fondo dei piccoli golfi.

MACINAGGIO E LA FINOCCHIAROLA

Arriviamo nella zona di Macinaggio nella parte orientale di Capo Corso. Decidiamo di ancorare fra Macinaggio, Tamarone, e le isole Finocchiarola. Sembra di essere stati catapultati ai caraibi. Il mare ha dei colori davvero caraibici, un mare dalla trasparenza incredibile. Così trasparente che ci rendiamo conto di avere intorno a noi almeno un centinaio di piccole meduse. Le meduse in questo viaggio sonno onnipresenti sia all’Elba che qua in Corsica e seguiranno anche in Capraia. Marco si tuffa con le sue pinne e attrezzatura e ci apre la via. Meduse o non, è impossibile rinunciare a qualche tuffo in queste acque.

Macinaggio è il primo porto turistico che si incontra dopo Bastia salendo verso nord. Da qui via terra è possibile percorrere il Sentier de Duantier, il sentiero dei doganieri. Una lunga passeggiata trekking tra mirti, ginestre e le mandrie di mucche libere.

Appena dopo Macinaggio si raggiunge la Plage de Tamarone dove in mezzo al nulla ci si trova circondati da un mare da sogno.

Di fronte le Isole di Finocchiarola una magnifica riserva naturale costituita da un arcipelago piccolissimo di tre isole. Dalla spiaggia situata sulla costa, dall’omonimo nome si scorgono le rovine della torre situata sull’ultima delle isole.

La Finocchiarola rappresenta la più piccola riserva naturale di tutta la Corsica ed è interdetta ai visitatori da Marzo ad Agosto. È vietato l’ancoraggio a meno di 200 metri durante tutto l’anno ed è vietata la balneazione in un raggio di 50 metri intorno alle isole.

L’isola principale (piccolissima) e gli scogli vicini si sono staccati dal resto della Corsica in seguito all’innalzamento del livello del mare, creando un ambiente naturale esclusivo tant’è che a Finocchiarola vive anche una specie endemica di lucertola.

Qui vengono inoltre a depositare le uova molte specie di uccelli tra i quali rarissimo gabbiano Corso.

Ci fermiamo in questo paradiso per pranzare e per oziare.

Nel tardo pomeriggio riprendiamo il tour del “dito” e risaliamo incontrando alla nostra sinistra sulla costa Cala Genovese, una spiaggia di sabbia fine priva di qualsiasi servizio incastonata in una piccola baia che da terra si raggiunge percorrendo il sentiero dei Dragonieri. Questo tratto è poco affollato di persone anche nei periodi di alta stagione.

Proseguendo ancora raggiungiamo l’isola della Giraglia l’estremo settentrionale di Capo Corso.

A questo punto si passa nella parte ovest del “dito” forse quella più selvaggia. Il paesaggio cambia ancora in forme, colori ed emozioni. Ci troviamo una costa in alcuni tratti forte ed aspra inaccessibile con scogliere a picco sul mare e qualche casa abbandonata e distrutta qua e là. In altri invece si ammorbidisce e lascia l’accesso via mare a questi piccoli borghi.

Ci avviciniamo al Porto di Centuri dove ormeggiamo in rada. È quasi ora di cena ma questo piccolissimo borgo è bellissimo. Ci manca il prezzemolo per cucinare e poi andiamo a vedere un tramonto. Il tramonto più bello di questa stagione è sicuramente questo. Adesso vi faccio vedere.

PORT DE CENTURI

Di origine romana questo incantevole e placido borgo di pescatori secondo me è una vera chicca di Cap Corse. Io me ne sono perdutamente innamorata appena siamo arrivati in rada.

Stretto intorno alla insenatura naturale che fa da porto, non più di una ventina di case in pietra escono dalla scogliera. Il villaggio trova il suo fulcro nel porticciolo colorato grazie alle reti multicolori dei pescatori che da secoli portano avanti l’antichissima tradizione della pesca all’aragosta che vengono poi cucinate e servite nei suoi ristorantini. Centuri è molto famosa nel mondo per le sue aragoste. Vale la pena anche di assaggiare la tipica birra alle castagne della zona.

Qui troverete la tradizionale atmosfera dei villaggi di Cap Corse, con le casette dai tetti di ardesia e pescherecci che dondolano in porto. Una sensazione di totale tranquillità la stessa che mi pervade da quando siamo arrivati in Corsica. La Corsica è un po’ così ti senti come ai confini del mondo quando in realtà a poche miglia c’è la movida dell’Elba e delle altre isole. Sembra tutto fermo, silenzioso e calmo, selvaggio e affascinante. Natura allo stato puro.

Questa parte è molto frequentata soprattutto da famiglie in vacanza.

Percorriamo una stradina interna al paese che la collega con la litoranea. Da una parte un bosco di castagni dall’altra il mare. Da questa posizione, dove tutti accorrono all’ora “x” è possibile vedere un tramonto che vi ricorderete per un po’.

A Centuri, i tramonti hanno scenari magici. Guardate queste foto e valutate voi. I tramonti corsi di questa settimana vincono il premio “miglior tramonto stagione 2017”

Port de Centuri viene menzionato anche perché qui vi si trova il Moulin Mattei, un vecchio mulino a vento restaurato divenuto celebre come simbolo della omonima azienda di liquori.

Sul molo del porticciolo un bar serve bibite e stuzzichini. Una volta che arrivi a Centuri ti fermi, si diventa un po’ “lenti” come questa atmosfera che sembra una pellicola in bianco e nero degli anni 60. La fretta svanisce e ci si fonde con questo tratto di mare i suoi scogli, le sue pietre i suoi boschi. Non hai fretta di andartene.

Prima di tornare in barca riusciamo a trovare un mazzetto di prezzemolo ad un prezzo un po’ proibitivo (2 euro) nell’unico piccolo negozietto del paese. È la prima volta che entro in contatto con la popolazione corsa. Scordatevi di parlare in inglese o in italiano qui. Risponderanno solo al corso o al francese. I corsi sono così. Rigorosi e orgogliosi della loro identità culturale e geografica.

Pronti a cucinare dei fantastici spaghetti con la colatura di alici che ha portato Rosa (ci vuole anche il prezzemolo per la colatura).

Un’ennesima meravigliosa notte sotto le stelle…una cena a cinque stelle, vino, musica e stelle cadenti che piovono da ogni pezzettino di cielo sopra le nostre teste. Serata memorabile.

ANSE D’ALISO

Ci svegliamo con tutta calma e riprendiamo la navigazione verso il sud di Cap Corse. Arriviamo in una insenatura che si chiama Anse d’Aliso. Come tutta la zona circostante, anche qui è uno spettacolare mix di boschi che arrivano quasi fino al mare e incantevoli spiaggette, anche se non facilmente raggiungibili. Davanti ai nostri occhi l’acqua di un colore pazzesco, perfettamente trasparente da vicino, di mille sfumature turchese un po’ lontano. Un mare da fare invidia alla Sardegna in un piccolo golfo cinto da basse alture e da macchia mediterranea. Un autentico paradiso di tranquillità.

Ci tuffiamo e arriviamo a nuoto nella spiaggia di sabbia e sassolini davanti a cui abbiamo ormeggiato. Io e Silvia ci addentriamo un po’ nella macchia mediterranea e ci troviamo davanti a un vecchio fortino abbandonato. E poi scogli su cui saltellare e da cui goder di una vista incredibile.

Rimaniamo qua tutto il giorno.

PLAYA DE BARCAGGIO

Verso sera decidiamo di tornare indietro. Passiamo ancora una notte in corsica per poi fare rotta su Capraia per gli ultimi due giorni.

Domattina ripartiremo ancora presto.

Stasera un altro tramonto corso questa volta ci fermiamo a Playa De Barcaggio. Un’altra delle nostre super cene in rada. Tomini alla griglia avvolti nelle zucchine tagliate a fette sottilissime con contorni vari.

Scendiamo in spiaggia per fare una passeggiata fino ad una delle tante torri genovesi.

Il Fondale è basso, tanto basso che non ci si riesce ad avvicinare più di tanto con il tender e molto bello per chi ama lo snorkeling. L’acqua è limpida, cristallina e molto calda e a riva il primo tratto di battigia è ricoperto da poseidonia. Anche qua siamo davanti alla natura selvaggia.

La spiaggia di Barcaggio, è di sabbia fine ed è costituita da alcune dune. (le dune non sono molto comuni in Corsica).

La spiaggia, che si estende per più di 1 km, si trova vicino al pittoresco porto peschereccio di Barcaggio. Il suo ambiente fa parte di una riserva naturale, sebbene il suo accesso sia abbastanza facile . A Barcaggio è abbastanza comune incontrare le mucche in spiaggia.

Guardiamo l’ultimo tramonto e torniamo in barca. Poca acqua per farsi la doccia. Ma chi se ne frega se non abbiamo più acqua. Siamo in paradiso.

Domani si riparte alla volta di Capraia.

La Corsica mi ha stregata, capisco perché tanti se ne innamorano. È una terra che da qualunque angolazione la guardi stupisce per il paesaggio. Forte, intensa, selvaggia, vergine, indomita emozionante.

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