La mia settimana in barca a vela alle Isole Eolie prosegue così…

FILICUDI (giorno 4)

Oggi è un giorno importante. È il compleanno di una ragazza dell’equipaggio. Sarà una giornata di festa, da mattina a notte fonda si festeggerà! Sarà una giornata dove “nulla accade per caso”. Un incontro dentro il mare e sotto il cielo di questa isola che sicuramente ha contribuito a sviluppare tutto il mio amore per la vela.

ALBA A PANAREA
ALBA A PANAREA
UOMO CHE FOTOGRA L' ALBA A PANAREA
ALBA A PANAREA

Così iniziamo la giornata aspettando l’alba sedute in pozzetto. Un tuffo appena sorto il sole come mamma ci ha fatti: liberi! La colazione, un rito collettivo della barca a vela, stamattina il nostro capitano ci ha comprato i cannoli siciliani … ciaone.

Salpiamo da Salina in direzione Filicudi. Sono quasi certa di poter dire che Filicudi sia la mia isola preferita. Quasi perché le Isole Eolie sono tutte ammalianti, ma quando mi chiedono quale sia stata quella che mi è piaciuta di più, mi viene sempre in mente lei: Filicudi.

ALBERO DI UNA BARCA A VELA VISTO DALL'OBLO' DI UNA CABINA
DALLA MIA CABINA

Qui il tempo si è fermato, è il ritmo di una giornata silenziosa, è il ritmo di una un po’ “zingara” come me, che ha bisogno di vivere fuori dagli schemi di una vita terribilmente convenzionale, che ha bisogno di vivere libera. Di nuovo scalza e con una semplice maglietta addosso scendo a perlustrare questa isola.

SPIAGGIA DI FILICUDI
FILICUDI

Wowwww!!! Piante di agave, fichi, fiori di bouganville. Siamo nella nota località di Pecorini a Mare. Qui si viene per l’aperitivo allo storico bar Saloon di Antonio. Le barche sono tutte ormeggiate in rada di fronte a Pecorini e gli equipaggi si incontrano tutti qui. Si beve birra e Malvasia e si mangia qualunque ben di dio cucinato da alcune signore dell’isola, ed esposto su tavolate imbandite di fianco all’ingresso del Saloon. Il paesaggio davanti agli occhi è suggestivo: le barche dei pescatori sulla spiaggia di sassi neri, è il sole che mentre tramonta dipinge questo angolo di paradiso di tutte le tonalità di rosa, arancione e rosso. Non capita molto spesso di fare un aperitivo in una natura straordinaria come questa.

VISTA DAL SALOON DI FILICUDI
TRAMONTO A FILICUDI
TRAMONTO A FILICUDI

Ma noi non dobbiamo esagerare con l’aperitivo, dobbiamo festeggiare la nostra compagna di viaggio. Andiamo a cena dall’ “Avvocato” un ristorante su un promontorio a picco sul mare. Si percorre la strada al buio lungo la spiaggia e la costa. Ci fanno luce solo i telefonini. Crudo di pesce, melanzane e pomodori ripieni, tonno. Io sono completamente innamorata della cucina siciliana. Si fa festa. Questa notte il cuore è particolarmente pieno di gioia. Anche su questa isola non esiste illuminazione pubblica, ed anche qui con un pò di fortuna “meteorologica” riuscirete a vedere una via Lattea incredibile. L’atmosfera quasi romantica di Filicudi mi ruba un pezzo di cuore, lo appoggia su quella spiaggetta di sassi fra le barche dei pescatori e i gatti. Passo a riprenderlo fra qualche anno.

Nulla accade per caso!!! E soprattutto happy birthday Nina!!!

FILICUDI DAVANTI AL SALOON

VULCANO (giorno 5)

Un tempo dimora del Dio del fuoco, è l’isola più a sud e più vicino alla costa Siciliana.

BARCA A VELA MENTRE NAVIGA IN ANDATURA DI BOLINA
LOGICA IN NAVIGAZIONE

Mentre ci avviciniamo a Vulcano è impossibile non sentire l’odore di zolfo proveniente dalle fumarole situate un po’ tutte intorno a questa isola. Ci troviamo di nuovo sulla luna. Un altro panorama mozzafiato, un altro tramonto difficile da dimenticare. Anche qui a Vulcano è di nuovo madre natura a manifestarsi in tutta la sua grandiosa bellezza.

TRAMONTI EOLIANI

Ecco Vulcano, nota per i suoi fanghi che tutto possono curare: reumatismi, distorsioni, contratture, infiammazioni, allergie, artrosi. Queste manifestazioni di natura vulcanica sono presenti soprattutto nella zona di Porto di Levante. Si tratta di pozze di fanghi bollenti in cui immergersi e di fumarole sottomarine da cui escono in continuazione soffioni di gas molto caldi espressione dell’attività del Vulcano.

Vi consiglio di non rimanere immersi  per troppo tempo in questi fanghi e in queste acque dalle proprietà molto attive, e di indossare un costume che probabilmente non utilizzerete più, dopo essere passati a Vulcano. L’odore vi rimarrà sulla pelle per almeno 2 o tre giorni.

Ed ecco il cratere del Vulcano, situato a circa 400 metri di altezza rispetto al livello del mare. Il sentiero per salire in cima al cratere è di facile percorribilità e non presenta nessuna grossa difficoltà, basta usare un minimo di attenzione a dove si mettono i piedi, cercare di camminare controvento e prestare attenzione alle continue esalazioni di gas solfurei. (è sicuramente più difficoltosa la salita sullo Stromboli)

L’ ultimo tramonto delle Iole Eolie è proprio qui, ancorati nella baia di Gelso, dominata dal faro e dal Vulcano che ci osserva. Passiamo l’ultima serata in barca. Gianluca, il nostro skipper scende in pescheria a Vulcano per procurarsi del pesce. Un ultima notte in rada, dopo cena, festa. Alle isole Eolie si fa sempre festa. Si passa da una barca all’altra di nuovi amici conosciuti durante la settimana di navigazione. Sempre scalzi, in costume da bagno, nemmeno un filo di trucco, niente preoccupazione di agghindarsi i capelli, niente, qui è tutto molto semplice.  Molto semplice come questa notte piena di stelle al Gelso. Il vulcano parla anche a tarda notte mentre io rimango a guardare quel cielo. Questa notte “it’s very fantastic”!

LIPARI (giorno 6)

Lipari è l’sola più grande delle sette sorelle. Nota soprattutto per le sue cave di pomice bianca. Un acqua cristallina di tutte le sfumature dal verde all’azzurro.

CAVA DI POMICE A LIPARI
CAVA DI POMICE A LIPARI

Altro materiale che rende famosa Lipari è l’Ossidiana un vetro naturale, tipico di alcune aree vulcaniche di colore grigio tendente al nero e veniva utilizzata  per la fabbricazione di utensili e armi in quanto molto tagliente.

CAVA DI POMICE A LIPARI
CAVA DI POMICE A LIPARI

Un pranzo all’ancora davanti alle cave di pomice e poi rotta su Tropea ci aspettano 7 ore di navigazione.

Lista dei desideri: tornare nel 2018 alle isole Eolie per raggiungere Alicudi (è l’unica che non sono riuscita a vedere), cercare le piante di Erica e provare a nascondermi dentro il Timpone delle femmine, poi fare rotta sulla costa Siciliana per poi raggiungere Ustica…Sicilia bedda a prestissimo!

PORTO DI TROPEA
PORTO DI TROPEA

 

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