L’ISOLA DI MILOS

Dopo l’ultimo risveglio a Polyaigos la rotta è su Milos, anche lei nella lista dei miei desideri. Un’altra di quelle isole del mare degli Dei dell’Olimpo che non sono mai riuscita a raggiungere, un po’ per il tempo a disposizione, un po’ perché ho sempre pensato che per “vedere” Milos fosse necessario arrivarci dal mare.

Probabilmente torneremo di nuovo a Polyaigos prima di muoverci verso Folegandros, ci conviene a livello di “miglia” da percorrere. Ancora un bagno e poi via verso i mille colori e i mille volti di questa isola. Tra poco vi spiego.

L’isola ha il nome di colui che secondo la mitologia greca fu il suo primo abitante: Milos.

La leggenda invece narra che due giovani, Adone e Milos, furono legati da un’amicizia tale che quando Adone morì, Milos disperato si impicco ad un albero che da allora si chiamò “Milià” (melo).

Afrodite la dea della bellezza commossa da questa vicenda, trasformò il giovane Milos nel frutto omonimo e sua moglie in colomba. Il loro figlio, che si chiamava anche egli Milos, giunse dopo lungo peregrinare e battaglie varie nelle Cicladi Meridionali e si stabilì in questa bellissima isola.

Milos è la più occidentale delle Isole Cicladi, ed è un’isola vasta da esplorare. Diciamo che per visitarla bene sia via terra percorrendo i suoi sentieri, che via mare sarebbe buona cosa fermarsi per almeno quattro o cinque giorni.

È a forma di ferro di cavallo, nella cui parte a nord ovest, si trova la grande insenatura di Milos e il suo porto naturale. L’isola, a causa della sua origine vulcanica, mostra una straordinaria morfologia geologica, visibile in ogni suo punto e particolarmente impressionante.

Data la ricchezza di minerali quali zolfo, manganese, perlite, ossidiana, caolino, argento, bentonite, estratti nell’isola, mostra rocce multicolori e litorali dal paesaggio lunare, ed una autenticità non ancora del tutto asservita al turismo di massa.

Il sottosuolo di Milos è ricco di minerali, rocce e sorgenti geotermiche, resti di intense attività vulcaniche iniziate circa tre milioni di anni fa. Tutta l’isola è il risultato più evidente di un perpetuo movimento di creatizione in cui il materiale muore e rinasce ogni volta in forma diversa. La stessa Milos è testimone del mistero della vita e contemporaneamente della grandezza della natura che se si osservano le sue forme geologiche si trasforma in un sommo creatore di un’arte divina che solo la natura può ispirare.

Il sottosuolo di Milos era conosciuto fin dall’antichità quando l’ossidiana viaggiava in tutto il mondo e l’argilla di Milos dava forma alle anfore più belle. Il sottosuolo di Milos divenne famoso anche per il kisseri, una specie di pietra pomice, per il caolino, per lo zolfo e per l’allume che venivano estratti ed utilizzati soprattutto per usi medici.

Alcune miniere sono ancora attive, soprattutto nella parte ad Est dell’isola.

Nella fauna di questa isola è particolarmente importante una specie endemica protetta dall’Unione Europea per la sua rarità, e ormai in via d’estinzione. Si tratta della famosa vipera Macrovipera Schweizeri, anche meglio conosciuta come Vipera di Milo, proprio perché si trova solo qua e nelle vicine isole di Kimolos e Polyaigos. (ve ne ho già parlato nell’articolo precedente)

Anche Milos è stata inserita nella rete di importanti habitat d’Europa ed è tutelata dal programma Natura 2000.

Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
La costa multicolore dell'Isola di Milos
La costa multicolore dell'Isola di Milos

COLORI, VOLTI E CUORI

Mílos è l’isola di tutti i colori dove l’attività vulcanica ha davvero dipinto quadri di “tutti i colori”

Ci sono spiagge nere, bianche, gialle di zolfo e rosse di ferro. Il mare, inutile dirlo, è di quell’azzurro che fa venire voglia di buttarcisi senza esitare nemmeno un momento. L’isola dove fu scoperta la Venere di Milos è una delle isole più impressionanti delle Cicladi.

Provenendo dall’isola di Polyaigos, ci troviamo a navigare e ad ammirare completamente tutta la costa sud dell’isola. Milos lascia di stucco.
Le rocce vulcaniche dipingono le spiagge di rosso, rosa e arancione. Le formazioni rocciose bianche sono ancora più abbaglianti sullo sfondo delle acque turchesi. Il terreno vulcanico di Milos ha creato uno spettacolo al di là di ogni immaginazione.

La barca a vela è sicuramente il modo migliore per comprendere questa isola. E questa vacanza in barca a vela sta superando di gran lunga tutte le aspettative che avevo. La comprendi se la vedi dal mare. È il punto di vista migliore per riuscire a vedere tutte le sue sfumature di colori e di componenti. Non credo che da terra l’impatto possa essere così immediato come dal mare.

Cuori rossi in navigazione - Isola di Milos
Cuori rossi in navigazione - Isola di Milos

Mentre siamo in navigazione mi accorgo che ogni roccia ha una forma e che in pochissimi metri si trova un caleidoscopio di luci, forme, sostanze e colori. Così se ci si ferma attentamente a osservare, da quel mare spuntano tantissimi volti, uomini e animali.

Un tratto di costa imprime un cuore rosso enorme sulla scogliera. A me sembra tutto estremamente chiaro e ben visibile. Cerco di mostrarlo ai miei compagni di viaggio, ma credo che abbiano pensato che avessi preso un’insolazione. Vi mostro un po’ di fotografie a seguire. Non vedete anche voi dei soggetti? Come statue scolpite da qualche artista spuntare dal mare?

A me la Grecia fa sempre questo effetto. Scivolo fra leggende, mitologia e storia e mi ricordo che mi sono innamorata di queste isole la prima volta che ci ho messo piede 15 anni fa.

Così inizio ad immaginarmi Dei dell’Olimpo che per punizione divina hanno nei secoli pietrificato, uomini donne e animali e muoio dalla curiosità di saperne di più. Sarà vero che si vede quello che si vuole vedere? O ci sarà qualche nuova leggenda da scoprire?

Il cuore sulle scogliere di Milos
Il cuore sulle scogliere di Milos
Il cuore sulle scogliere di Milos
Il cuore sulle scogliere di Milos
Uomini pietrificati - Kleftiko - Milos
Uomini pietrificati - Kleftiko - Milos
Le rocce di Kleftiko - Milos
Le rocce di Kleftiko - Milos

KLEFTIKO E LE GROTTE DEI PIRATI

Una cattedrale gotica in un mare verde smeraldo, quasi una laguna.
Qua si possono ammirare altissime rocce che si perdono in mare e tantissime grotte e anfratti, anche solitari, che invitano ad essere scoperte.

E così arriviamo in tarda mattinata a Kleftiko, che è uno dei punti d’interesse principali più suggestivi e forse più famosi di questa incantevole isola delle Cicladi. Sono tantissimi i turisti che ne fanno visita e mi sento di poter dire che lo stupore che ti assale quando arrivi qua, dal mare, varrebbe tutto il viaggio fatto per arrivare a Milos.

Situato nella parte sud occidentale dell’isola, dove la natura è più incontaminata e selvaggia, è di una bellezza unica.

Man mano che dal mare ci si approssima a Kleftiko, lo spettacolo è di quelli da mozzare il fiato: grotte, spiaggette, archi di roccia, bianchi faraglioni, alcuni imponenti come cattedrali gotiche, come fossero opere d’arte disegnate dalla natura, dal tempo, e dal mare che qui è veramente puro, brillante e cristallino, verde come gli smeraldi.

Questo complesso sono certa incanterebbe chiunque, inoltre è intriso di storie e leggende.
Kleftiko era un nascondiglio per i pirati che infestavano i porti dell’Egeo.

Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos
Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos
Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos
Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos
Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos
Le grotte dei pirati - Kleftiko - Milos

La conformazione di queste rocce bianchissime di origine vulcanica era il rifugio ideale per i corsari del passato, che utilizzavano queste grotte naturali e le insenature strategiche per nascondere le loro navi e i bottini arraffati qua e là. Ovviamente il mito vuole che presso queste grotte, sia nascosto un tesoro lasciato dai pirati in fuga. Immergersi in queste acque aumenta quel senso di magia che questa navigazione in barca a vela ci sta regalando da quando abbiamo messo piede fra queste isole.

Il modo più semplice per riuscire a entrare in queste grotte e accedere a queste acque e a questa scenografia naturale, è senza ombra di dubbio via mare. O con una vacanza in barca a vela, come questa che vi sto raccontando miglio per miglio, oppure con delle escursioni in giornata che partono dal porto di Adamas in diverse ore della giornata, oppure anche noleggiando dei piccoli taxi boat se volete più privacy.

Le grotte dei pirati però in realtà non si raggiungono solamente via mare, mi è stato raccontato che c’è un sentiero da percorrere via terra che permette di raggiungere le scogliere di Kleftiko. Un percorso di circa una ora.

La barca vi darà la possibilità di ammirare l’isola di Milos in tutto il suo splendore e di rendervi conto gradatamente di quanto siano affascinanti queste bianchissime scogliere di origine vulcanica. In barca si può esplorare il periplo dell’isola, in maniera tale da poterla ammirare in tutto il suo innegabile splendore.

Dentro le grotte dei pirati - Kleftiko
Dentro le grotte dei pirati - Kleftiko
Dentro le grotte dei pirati - Kleftiko
Dentro le grotte dei pirati - Kleftiko

LE SPIAGGE DEL SUD DI MILOS

La maggior parte della popolazione di Milos abita nella parte nord-orientale dove si trovano i villaggi abitati e il porto principale dell’isola da cui partono e arrivano i traghetti. Il resto dell’isola è invece quasi privo di insediamenti umani, non ci sono strade asfaltate e a volte le spiagge sono raggiungibili solo dal mare.

Capoluogo attuale dell’isola è Plaka caratterizzato dalle bianchissime case ben tenute e dai balconi fioriti.
Adamas, il porto dell’isola vede case arrampicate sulla piccola collina muri imbiancati di calce e stradine serpeggianti. Adamas è il centro economico, turistico e mondano dell’isola.

Le spiagge di Milos sono impressionanti: mostrano tutte le sfumature di blu, di verde, possono essere sabbiose, lapidate o con perlite, una sabbia chiara di cui l’isola è un importante produttore mondiale. Le acque marine sono sempre chiare e trasparenti e abbastanza profonde.

Dopo la giornata a Kleftico ci spostiamo nella baia di Fyriplaka con la sua omonima spiaggia abbastanza ampia.
Ci accoglie il rosa quasi al tramonto.

Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Tramonto in barca a vela - Milos
Tramonto in barca a vela - Milos

Cosa c’è di meglio del bagno al tramonto? Forse quello all’alba. Soprassediamo, perché in questa vacanza hanno sicuramente vinto i tramonti alle albe.
Nuotiamo fino alla spiaggia dove non c’è più quasi nessuno. La scenografia prevede questa scogliera bianca e una sabbiolina di sassi rosellini, gialli e rossi.

Per questa notte ci fermiamo in questa baia. Siamo solo noi, l’Egeo e la luna piena.

Luna piena - Milos
Luna piena - Milos
Luna piena - Notte in rada in barca a vela

La mattina successiva andiamo in esplorazione con il gommone, prima scendiamo a terra. Fyriplaka è una spiaggia davvero molto bella.
Una parte è libera, l’altra invece è attrezzata con ombrelloni e lettini e c’è anche un piccolo bar sulla spiaggia. Su questa spiaggia troverete sassi di ogni colorazione. Incredibile.

Poi via mare ci spostiamo lungo la costa e arriviamo nella famosa spiaggia di Tsigkrado. La spiaggia delle scale è un altro must di Milos.

Questa insenatura ha sicuramente una scenografia degna di nota. Per scendere in questa spiaggia arrivandoci da terra, bisogna calarsi attraverso due scale a pioli in legno con delle corde di sostegno. Tra la prima scala e la seconda scala c’è uno stretto passaggio dentro una parte di scogliera.

Non è un posto di facile accesso, e non è consigliato a famiglie con bambini. Una parte molto “wild” e “adventure” di Milos. Voto al mare anche qui 10.

Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
La spiaggia delle scale di Tsigrado - Milos
La spiaggia delle scale di Tsigrado - Milos
Le Caverne di Tsigrado - Milos
Le Caverne di Tsigrado - Milos

LA VENERE DI MILO

Milos ha una lunga storia e conserva testimonianze minoiche, ellenistiche, romane e bizantine.

L’Afrodite di Milo, meglio conosciuta come Venere di Milo, è una delle più celebri statue greche. Si tratta di una scultura di marmo priva delle braccia e del basamento originale ed è conservata oggi al Museo del Louvre di Parigi.

La statua fu ritrovata nel 1820 nell’arcipelago delle Cicladi, proprio qui sull’isola di Milos nei pressi di un antico teatro, da un contadino chiamato Yorgos Kentrotas. Kentrotas in un primo momento nascose l’opera la quale fu poi tuttavia sequestrata da alcuni ufficiali turchi.

Venne poi acquistata dall’ambasciatore di Francia, che si intendeva di arte e che intuì l’importanza dell’opera, per essere donata al Re Luigi XVIII che a sua volta ne fece dono al Louvre l’anno seguente. Dai Greci ai Francesi. Ciao Dea!!!

La scultura rappresenta una figura femminile in piedi mutila dalle braccia e coperta da una veste nella parte inferiore del corpo per la sua sensualità è sempre stata identificata con “Venere” la Dea dell’amore e della bellezza. Tuttavia potrebbe anche trattarsi di Anfitrite divinità marina venerata qui a Milo

La grande fama raggiunta dall’opera nel XIX secolo non fu dovuta soltanto alla sua bellezza e alla sua perfezione, ma anche alla “propaganda” delle autorità francesi. Celebrata da artisti e critici, la Venere di Milo fu da molti considerata una delle più significative rappresentazioni della bellezza femminile. La Venere di Milo è una delle sculture più celebri della storia dell’Arte

Quindi, diciamo che la Dea dell’Amore è un altro buon motivo per visitare questa isola.

Beh, vogliamo mettere l’emozione di trovarsi proprio sull’isola su cui è stata ritrovata e nuotare nell’acque in cui sarebbe nata? Si perché sempre secondo la leggenda Venere è nata proprio dalla spuma del Mar Egeo nello specchio d’acqua verde smeraldo vicino alla zona di Kleftiko.

Li adoro tutti questi Dei dell’Olimpo, sono proprio unici al mondo!

Salsedine e Libertà
Salsedine e Libertà
Spiaggia di Fyriplaka - Milos
Spiaggia di Fyriplaka - Milos

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